venerdì 18 dicembre 2015

Tax Credit Turismo andrebbe ripensato

Potrei iniziare raccontando dell'unica volta che chiesi un contributo pubblico per una attività nascente (oggi l'avremmo chimata start up). Era il 2003, l'idea era buona, l'investimento era (per me) "importante" (circa 160.000 Euro) e il bando provinciale ex L.11 prometteva ben il 50% di quanto si investiva.
La "mia" idea venne considerata molto promettente, così finii primo in graduatoria.
Peccato però che la logica con cui si muovono i politici sia quella di distribuire a pioggia quanti più soldi possibili, e alla fine mi erogarono solo il 19% dell'investimento (circa 30.000 € invece dei previsti 80.000 €) e questo ebbe conseguenze sulla cassa della NewCo (ricordo che mi arrabbiai molto perchè diedero ad una Società per azioni qualche migliaio di Euro per due computer).

Da quella logica non si discostano nemmeno le leggi per il Tax Credit del Turismo di cui qui esamino le graduatorie.

Digitalizzazione

Il contributo per la digitalizzazione degli hotel è stato richiesto da 1893 soggetti, ma solo 121 hanno richiesto il massimo del "tax credit" previsto dalla legge. Ci sono state moltissime richieste per importi minimi, che hanno permesso di ottenere un credito per interventi assai modesti.
Ad esempio un importante hotel di catena del centro di Milano richiede un credito di imposta di € 350,13
Così come il primo a presentare la richiesta di credito d'imposta ha richiesto 539€.
La logica del decreto è stata quella di permettere a tutti (ma proprio a tutti) i richiedenti di ottenere un minimo contributo. E alla fine sembra che una parte importante di contributi non verranno utilizzati per mancanza di domande.

Viene da chiedersi quale fosse il fine del decreto e se l'abbia raggiunto.

Riqualificazione

Oggi ho potuto vedere anche le graduatorie del Tax Credit per la Riqualificazione delle strutture turistiche.
Avevo già segnalato quelli che mi sembravano i limiti del sistema di tax credit come era stato impostato dal governo.
E immancabilmente dobbiamo verificare che le previsioni si sono confermate.

In quell'articolo infatti avevo scritto che il decreto appariva deludente perchè:

"a) prevede un limite (di 660.000 €) alla deducibilità dell’investimento che va molto nell’ottica del “piccolo è bello”, mentre le strutture che più hanno bisogno di rinnovo sono quelle più grandi
b) prevede un importo globale di operazioni finanziate a nostro parere troppo limitato in relazione all’esigenza di rinnovo che abbiamo in Italia
c) Utilizza il sistema del click day (e cioè si finanziano i primi… cento che nei primissimi minuti riescono ad prenotare il finanziamento, quando si apre la gara e la corsa al finanziamento, molto simile al Musichiere se non fosse fatto in via elettronica). Cioè prima si fanno gli investimenti e dopo si sa se si ottiene il finanziamento."


Ecco quindi i risultati:
Nel giorno del click day sono state presentate la bellezza di 718 domande (accolte). Di queste 676 (il 94%) sono state sotto i 100 mila Euro di credito richiesto.
Molte di quelle domande fatte sono state sensibilmente al di sotto dei 100 mila Euro, e ben 339 (il 47%) sotto i 10.000 Euro, il che è francamente ridicolo (non è proprio tutta colpa del governo ma anche degli imprenditori).

Solo 42 domande sono risultate superiori ai 100.000 € e di queste solo 12 (pari all' 1,6%)  per il massimo previsto dalla legge del de minimis e cioè 200.000 €.

Si noti che ben 481 domande (circa il 67%) non sono state accolte per l'intero della somma richiesta, perchè contenevano una quota eccessiva di spesa per arredo.

Considerazioni generali

Che considerazioni trarre da questa esperienza (limitata ovviamente al primo anno).

Hanno presentato la domanda tutti quelli che hanno fatto qualche lavoretto in hotel, sia esso la ristrutturazione completa come il l'Excelsior Gallia il bellissimo hotel di proprietà qatarina di fianco alla stazione di Milano (uno dei 12 colla richiesta massima) sia il piccolo hotel con richieste da 915 € o 777 €.

Il legislatore voleva, con questa norma, favorire la riqualificazione degli hotel meno belli? Ci è riuscito?
Ovviamente la risposta è no, perchè i lavori per cui si è fatta la richiesta di Tax Credit sono stati quelli che comunque sarebbero stati fatti.

Questa norma ha avuto l'effetto di produrre una crescita del settore costruzioni e arredo? Ancora una volta è evidente che la risposta sia no.

Da questa esperienza il legislatore dovrebbe trarre un paio di suggerimenti, in linea peraltro con quanto andiamo proponendo da anni.

a) Privilegiare chi fa i lavori più importanti. In questo modo si incentivano gli imprenditori che vogliono investire nell'ammodernamento delle strutture, prevedendo che la graduatoria sia stilata prima in base all'importo e poi in base all'ordine di presentazione.

b) Aumentare la quota di Tax Credit per l'investimento in arredi, questo avrebbe un effetto positivo anche sull'industria del mobile.

c) Infine si dovrebbe dare un impulso anche alle strutture che diventano più grandi, o che offrono servizi migliori. Secondo TrustYou  i clienti degli hotel milanesi che sono venuti in Italia nel periodo di Expo hanno portato a casa un sentiment negativo a causa di questi elementi, che dimostra come ci sia molto da fare per qualificare le strutture alberghiere

Chiaramente non tutti gli hotel hanno una valutazione così negativa, ma qui si mostra la media, ricavata da oltre 300mila recensioni di 270 strutture milanesi.

E nessuno se la prenda per il dato, piuttosto gli albergatori (ed i ministri) pensino a come correggere questa situazione, visto che fra quelche mese Google, pubblicherà la valutazione di TrustYou di ogni hotel, di ogni città, e di ogni destinazione.
Così i turisti, prima di prenotare, verificheranno il voto dato da una fonte credibile e accreditata, allora sì che saranno guai.

Per questo motivo da anni insistiamo perchè il governo metta al centro della sua politica di incentivi la riqualificazione degli hotel. L'ha fatto. Ora serve un po' di fine tuning per mirare meglio l'obiettivo.




























giovedì 17 dicembre 2015

Verybello @Verybello


Ricordo la polemica incredibile seguita al lancio di @verybello.
E oggi provo a controllare su Twitter.
1011 tweet dal 1 maggio.
4578 followers

This is it.
ora è chiaro che non si può sempre sparare sulla crocerossa, però pretendere un minimo di professionalità nel fare le cose con i soldi pubblici sì.









mercoledì 11 novembre 2015

Gli hotel di Milano e il sentiment dei visitatori EXPO

Segnalo una interessante ricerca (che potete richiedere qui) dal titolo "L'impatto di EXPO 2015 sulla reputazione digitale di Milano" di @TRAVELAPPEAL e Mirko Lalli @MKL

Di questa ricerca che è lunga e complessa, colgo solo due dati, a conferma (perdonatemi) di tesi che in precedenza avevo sviluppato.

1. TESI
Gli hotel italiani (in questo caso quelli di Milano) non sono in linea con le aspettative dei clienti.


Dall'infografica si vede bene: camere, letti arredi e bagni sono oggetto di critiche da parte del 30-40% dei clienti. Bagni e camere fino al 60%.

2. TESI
L'EXPO è andato bene, è stato apprezzato, soprattutto l'architettura dei padiglioni, però il successo (pompato) di settembre e ottobre (soprattutto ottobre) si è tramutato un boomerang, generando ben il 40% di sentiment negativo.



Per un'analisi completa dei dati, vi rimando alla ricerca.


lunedì 2 novembre 2015

[fake] L'EXPO di Milano promossa dalla rete

Avviso subito che questo post è un fake.
Il vero L'Expo di Milano promossa dalla rete lo trovate su La Stampa di ieri a firma della "penna" Gianni Riotta, il quale, nel dare conto di una ricerca di Alkemy Lab, mostra con più enfasi i dati che gli pare meglio promuovere e racconta molto velocemente ed in modo confuso gli altri.

L'obiettivo della ricerca che vi suggerisco di leggere qui  (chiamata pomposamente BIG DATA su EXPO, peccato veniale che tralascio) cerca di capire quale è stato il sentiment degli utenti dei social network a proposito di EXPO.

Con grande correttezza, che va loro riconosciuta, gli estensori della ricerca segnalano subito che i risultati potrebbero essere influenzati dal rilevante impegno di promozione fatto dagli organizzatori dell' EXPO.


Poi mostrano il "sentiment" sul'evento, chiarendo molto bene che tutti i post possono essere suddivisi in post positivi, negativi, e neutri (quelli che non hanno una decisa connotazione valoriale).
Come si intuisce ad occhio nudo, il peso della componente neutra - quella che costituisce tutti i post/tweet informativi -  è di gran lunga il più rilevante.

Meno importanti la componente negativa e positiva, con una lieve prevalenza di quest'ultima.
Il risultato di tutte le rilevazioni si trova qui:

Assai interessante l'andamento del Sentiment per settimana. Probabilmente influenzato settimana dopo settimana da eventi particolarmente significativi. Chi vuole andare a leggere tutti i dati pubblicati, troverà che il giorno con maggiori post/tweet negativi è il sabato (immagino anche per la maggior presenza di gente)



In sintesi ecco cosa ricavano gli estensori della ricerca, lo lascio alle loro parole, visto che conoscono meglio i dati.


Non posso esimermi da un commento: giornali e televisioni hanno fatto a gara nel raccontare un Expo di grandissimo successo, oltre che di partecipazione e di incassi anche di gradimento.
Da questa ricerca qualche dubbio nasce.





sabato 31 ottobre 2015

I conti dell'Expo

Oggi siamo tutti contenti.

Quelli che di sentir parlare di Expo non ne potevano più, sei mesi sei di pubblicità in ogni salsa alla TV (alle 14.20 di oggi 31 ottobre Rai Tre ha mandato ben due spot di Expo).

E quelli che invece sono felici di aver dimostrato che ce l'abbiamo fatta, senza dire però che cosa, sono riusciti a farcela. 

E poi ci sono io, che finalmente posso sapere come sono andati i conti dell'Expo.
Quali erano gli obiettivi, e quali i consuntivi.
Perchè si tratta di un conto molto complicato, in quanto per un anno intero tutti, ma proprio tutti hanno speso soldi "per l'Expo".

Hanno speso soldi le aziende, sponsor di questa meraviglia che capita una volta al secolo.
Le loro sponsorizzazioni sono state essenziali per sostenere i padiglioni nazionali, visto che solo nel caso degli USA gli organizzatori non hanno trovato gli sponsor necessari.

Solo nel caso degli USA vero? Non saltano fuori sorprese vero?

Poi hanno speso le Regioni, che hanno promesso contributi di ogni tipo alle aziende che partecipavano all'Expo.
Qualcuno ha fatto il conto?

Inoltre per la partecipazione alla kermesse, le Regioni hanno anche comperato molti biglietti. Quanti di preciso?

I biglietti dei milioni di studenti che sono andati ad Expo chi li ha pagati? Qualcuno lo sa?
C'è una discreta differenza tra il prezzo pagato (10 Euro) e il prezzo mediano di vendita 18 Euro mi si dice.
E' un costo che è rimasto sul groppone di Expo o qualcuno l'ha ripianato? Che so, le scuole? Il ministero?

Poi i Comuni.
Molti soldi sono stati spesi "per l'Expo", io chiedo al mio sindaco, se lo sa, chi ha pagato e quanto per la presenza di addetti (io ne ho visti due) alla fermata Mediopadana a promuovere Expo.

Poi ovviamente tutta una serie di organizzazioni più o meno pubbliche, enti di promozione, confraternite, gruppi, ecc. che hanno utilizzato i fondi (anche pubblici) a loro disposizione per andare ad Expo, esporre, partecipare, ecc.

UNA VOLTA FATTO IL CONTO

Una volta che qualcuno abbia fatto i conti veri, aggiungendo quelli della società che ha gestito Expo, e quelli dello Stato, dei Ministeri, ecc. ecc. dovremo riflettere su due cose:

1) Data la massa di denaro pubblico spesa, col senno di poi, siamo sicuri di aver destinato quelle risorse al migliore degli obiettivi possibili? In un periodo di risorse scarse, la nostra industria e il nostro turismo avrebbero avuto maggior vantaggio da un uso diverso delle stesse risorse?

2) Cannibalizzazione. Sul turismo un effetto Expo c'è stato, ma è stato un effetto molto "interno".
Sono certo che ne abbiamo tratto vantaggio i venditori di servizi di trasporto (come treni, autostrade, metro) e da settembre anche gli hotel dell'area milanese.
Certo settembre e ottobre sono comunque alta stagione, per via della concomitanza con GP di Monza, la Settimana della Moda e alcune delle principali fiere nazionali ed internazionali: così gli hotel si sono strariempiti facendo lievitare i prezzi ("da incorniciare" mi dice qualche albergatore)

Sembra che l'effetto sulle vendite del nostro Made in Italy a turisti stranieri sia stato poco significativo




 (tant'è vero che quest'anno le vendite tax free in Italia sono cresciute solo del 19% mentre in Europa sono cresciute del 26%, con interessanti incrementi in Germania + 32% e Francia +41%.

Vuol questo forse dire che i turisti più ricchi - i cinesi e gli americani per intenderci - invece di visitare l'Italia si sono fermati in Germania e Francia a fare compere?)

Notiamo che i dati Altagamma li aveva pubblicati qui
http://www.altagamma.it/temp/0510422905157952115file.pdf
fino ad ieri c'erano, oggi non ci sono più. Chissà????





Quella che io definisco cannibalizzazione  si è avuta in due settori:

a) turismo scolastico, che quest'anno è stato dirottato tutto su Expo, Ravenna con i suoi mosaici e Genova col suo Acquario se ne sono accorti, con calo netto di presenze.

b) turismo congressuale: molti convegni e congressi si sono tenuti dentro ad Expo, portando via lavoro a destinazioni che del congressuale vivono.

c) turismo luxury per shopping: come spiegano i milanesi (ed i dati sopra riportati) il turismo lusso ha ridotto la presenza milanese quest'anno, lasciando spazio al turista mainstream, di cui parlavamo qui.

Questi tre settori tireranno un sospiro di sollievo, fine della concorrenza di Expo, che dovremo definire sleale se scopriremo (ma lo scopriremo?) che i conti sono in rosso e che il successo verrà pagato da Pantalone.





giovedì 15 ottobre 2015

EXPO: entusiasmo

Ho chiesto ad un'amica, che ieri ha visitato l' Expo, di scrivermi perchè le è piaciuto, dimenticando le cose che non vanno.

Dopo aver letto le sue parole, mi sono ancora più rammaricato che gli italiani non siano stati capaci di prevedere e programmare meglio quest'evento (che ho definito un'occasione persa).

Segnalo solo che ...monelle...  hanno saltato molte code, cosa che altri non fanno e non possono fare... e che rende l'esperienza diversa.


""""E' un'esperienza che va fatta
le code impediscono di poter godere di tante esperienze interessanti, ero in compagnia di tre amiche di cui due svergognate che mi hanno fatto fare cose impensabili (salti di code, infiltrate in gruppi classe con guide…sennò non avrei visto un kz)

Il Padiglione Zero (realizzato dall'ONU) è davvero bello, obiettivo informativo, formativo, fare cultura sulla sostenibilità, contro lo spreco, un racconto del rapporto dell'uomo con l'ambiente nei secoli.

Poi capire come i diversi paesi, dai più tecnologici (Corea) ai più arretrati, vivono il rapporto con il cibo, conosci le diverse culture ma sempre lette in chiave di salute e buon vivere

Capisci che tanta strada è stata fatta, che ancora c'è un grosso gap fra paesi evoluti e sottosviluppati (presenti per il caffè, per esempio, e il cacao), ma vengono comunque fatti conoscere per il contributo che portano al mondo (vedi Illy con la sua bellissima gallery fotografica)

Insomma il mondo ti sembra più vicino che mai, ognuno porta le proprie sgarabattole, ma sono tutti lì, ad incontrarsi, a farsi conoscere, è bello!"""

sabato 10 ottobre 2015

Studenti all'EXPO

Alla fine anche la classe di mio figlio (ultimo anno di liceo) è andata all'Expo, accompagnata dai professori, una gita scolastica bis, un po' obbligatoria.

Ritrovo vicino a scuola alle 7 del mattino di giovedì (per evitare i pienoni del week end). Prima di mezzogiorno non sono riusciti ad entrare. Perse 5 ore abbondanti tra viaggio e tornelli.

Ho chiesto, ma c'erano altri studenti? Strapieno, la risposta.

Visitati quattro padiglioni dove la fila era più corta (più di un'ora alla volta), non necessariamente i più interessanti, e anche in quel caso fatti uscire abbastanza in fretta perchè altri dovevano entrare.

Fatto lo spuntino da McDonald, come fanno quasi tutte le domeniche sera, essenzialmente per non gravare di altri 30 Euro sul budget della gita (costata già altri 30 € tra autobus e ingresso scontato a 10 €)

Dentro i padiglioni hanno visto dei televisori, come quello che guardano quando sono a casa, il commento dei ragazzi non è stato entusiasta.

Non hanno potuto vedere lo spettacolo dell' Albero della Vita perchè lo fanno tardi, loro alle 10 pm erano già quasi a casa.

Alla fine gli chiedi com'è stato? Bello, ti dicono.
Che cosa vi ricoderete?
Questi che sono schizzinosi anche sui piatti che prepara la nonna, hanno assaggiato coccodrillo e cammello.
Bhè, almeno questo.

Ma ne è valsa la pena?

Risposta unanime: 30 € per stare a casa da scuola un giorno valgono sempre la pena.

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Domando, perchè un'esperienza così dovrebbe rappresentare un successo dell'Italia?
E questo senza polemiche, sia ben chiaro.
Gli stessi studenti in primavera sono stati a Cracovia per un "Viaggio della Memoria" e sono tornati entusiasti, con racconti ricchi di emozioni ed esperienze.

Resto dell'idea che EXPO poteva andare peggio, ma che sarebbe dovuto andare molto meglio: un'occasione perduta, e sia chiaro Renzi non c'entra nulla, altri ne hanno la resposabilità.



sabato 3 ottobre 2015

La volpe e l'uva

Anche Zanini, non riuscendo a raggiungere l'uva, dice che è acerba... ci sarà qualcuno che lo dirà, altri che lo penseranno, allora chiarisco ora a futura memoria che

a) sono favorevole al turismo diffuso, sono favorevole a quelli che gli Americani chiamano i "mini" hotel, da 100 camere in città e 150 nei resort turistici, contrapponendoli ai grandi hotel che si facevano una volta in America da 500 / 800 camere (quelli ben noti della costa Spagnola, che sono degli obbrobi inqualificabili). Non sono favorevole all'hotel diffuso se questo vuol dire fare delle strutture con il contributo pubblico che poi non si sostengono, e che si basano - prima di fallire - sull'autosfruttamento dei titolari.

b) sono per un turismo sostenibile, che faccia sparire le auto dalla vista e dall'uso dei turisti, vanno benissimo i trenini, le biciclette, mezzi elettrici, ma soprattutto hotel e strutture turistiche che non siano energivore come quelle che si facevano molti anni fa. Questo richiede la riprogettazione sia delle strutture alberghiere e di porzioni intere di territorio.
Non sono favorevole agli eccessi, basati su una ideologia ecologista che porta il turista a stare peggio: alcuni comfort servono, si tratta di produrli col minor consumo di energia e spreco di risorse. Oggi grazie all'informatica si possono fare miracoli.

c) sono per un turismo accessibile a tutti, non solo ai disabili, ma anche accessibile ai bambini, agli anziani, alle donne incinta, a persone che hanno subito incidenti o operazioni chirurgiche.

d) sono per un turismo culturale, che porti al centro l'autenticità del territorio, per cui il vero formaggio da grattuggiare sulla pastasciutta è il Parmigiano Reggiano, e non il Maremmano o il grana del Trentino (in Trentino ci sono altri formaggi straordinari da valorizzare).
Sono per i musei anche minori, soprattutto se qualcuno in una lingua diversa dal dialetto locale è in grado di spiegare ai turisti il senso di quello che si mostra loro.
Sono per le tradizioni, la musica i canti ed i balli, ma solo se sono davvero coltivati da persone motivate e non - come spesso accade - brutte copie di vecchie riminescenze il cui scopo è ottenere contributi che altrimenti resterebbero inutilizzati.
Non sono favorevole alle mille sagre paesane che servono solo a finanziare dei piccoli capetti, e che fanno concorrenza sleale ai ristoratori e negozianti regolari.

e) sono favorevole ad un turismo che comprenda il vero motivo per cui il turista visita le nostre città, coste o montagne: di nuovo un turismo dell'autentico, dove il territorio si appresta a offrire esperienze legate al relax, lo sport, la tavola, le attività dell'artigianato e della campagna.

f) sono favorevole ad un turismo fondato sulla formazione ed educazione di chi accoglie. Addetti del turismo consapevoli che rappresentano se stessi, l'azienda che li paga, ma anche un territorio ed una intera nazione.
Per questo sono favorevole ai corsi di formazione, anche finanziati dalle Regioni e dall'Europa, il cui scopo sia diffondere conoscenze, competenze e consapevolezza, e non - come vedo troppo spesso - finalizzati a dare uno stipendio a formatori che non hanno nè arte nè parte.

L'Italia ha potenzialità straordinarie, temo che le strutteranno cinesi ed arabi che dimostrano di credere di più nel nostro Paese dei nostri stessi connazionali.

Così noi, italiani, che abbiamo il know how ma non i capitali per fare quello che vogliamo e sappiamo fare, dovremo per forza appoggiarci ai capitali esteri, come hanno fatto quei due geni di Grom, che ammiro.






lunedì 28 settembre 2015

Su hotel, loro valore e prodotto che manca

I ministri, e Matteo Renzi devono fare dell'ottimismo la propria dottrina.
Se non lo fanno anche quei pochi che sono positivi si demoralizzano.

Però non possono (almeno nel privato delle conversazioni a quattro occhi, con i consulenti più stretti e fidati) nascondersi la verità, e prendere decisioni conseguenti.

Parto dal dato degli investimenti diretti, che apre il discorso sugli investimenti in hotel e strutture turistiche.

Questo grafico è stato tuittato da Maurizio Sgroi

La linea nera, che rappresenta il saldo tra quanto gli italiani investono all'estero e quanto gli stranieri investono in Italia è sempre positiva, vuol dire che sono più i capitali che lasciano l'Italia di quelli che vi entrano.

In particolare, a me preme sottolineare qui il fatto che nonostante ci siano hotel chiusi il cui valore si approssima allo zero, sono pochissime le operazioni di acquisizione che si chiudono positivamente, e queste riguardano gli hotel di alto livello, di nicchia, riservati a grandi investitori del Golfo o dell' Oriente.

Considero questo un segnale della lunga strada che il turismo italiano deve ancora fare, per mettersi in sintonia col mercato.

Elena Curnis, che conosco ed apprezzo, intervista un big del Real Estate, il dott. Keller.



Il dott. Keller, dopo una lunga esperienza in Generali, è Direttore italiano di una organizzazione francesce che ha in proprietà 63 alberghi, di turismo ma soprattutto di Real Estate legato all'alberghiero se ne intende.

Che cosa dice il dr. Keller che noi non già sappiamo: nulla, anche perchè di queste cose abbiamo avuto modo di parlerne in svariati incontri molti amichevoli. Infatti il dr Keller la pensa esattamente come me, e come il 99% degli esperti italiani.

Meraviglia che ministro, assessori regionali, sindaci non tengano conto di questo.

1) I costi di gestione in Italia sono troppo alti. E comprimono il margine che resta per l'investitore.

2) I fatturati delle strutture alberghiere sono troppo bassi, così capita che l'affitto che la gestione paga alla proprietà rappresenti spesso il 22-25% del fatturato, quando la media dovrebbe attestarsi tra il 16 e il 18%.

3) Una delle ragioni per cui questo accade, è che le strutture sono piccole e absolete, con costi di personale e di energia troppo alti.

4) Strutture troppo piccole non sono adatte alla gestione manageriale per cui i fondi di investimento non possono comprarle.

Termina il dr. Keller:

Si iniziano a vedere delle opportunità, si cominciano a sbloccare delle operazioni; oggi il mondo bancario, tutti i crediti incagliati, il mondo delle assicurazioni e gli stessi privati, iniziano a ragionare su cessioni di edifici a destinazione alberghiera, non solo in una logica di gestione dell'immobile nello stato di fatto in cui è, ma anche di ripensamento della struttura.

E' qui che il pubblico deve intervenire, come - mi permetto di dire - ripeto da almeno un decennio.





sabato 29 agosto 2015

RICERCHE

Per nostro cliente estero cerchiamo per gestione prestigioso hotel in località turistica lusso (es. Roma, Milano, Venezia, Taormina, Puglia)

Abbiamo inoltre iniziato la ricerca di hotel business nelle 20 città italiane più importanti, 4 o 5 stelle

Per clienti, investitori internazionali, di nostro partner ricerchiamo in Italia:
  • aziende vitivinicole con fatturato superiore ai 15-20 milioni di Euro, ubicate in tutta Italia (non devono avere grosse incidenze immobiliari; l'investitore è un fondo)
  • aziende vitivinicole in Franciacorta (non c’è un fatturato minimo richiesto)
  • aziende da acquisire senza particolare focus settoriale x un investimento non superiore ai 5 milioni di Euro
  • aziende settore moda/accessori con produzione in Italia; fatturato richiesto: intorno ai 20 milioni di Euro 
Per ogni informazione: info@planethotel.net o 0522 554392


lunedì 10 agosto 2015

Tre punti per il turismo meridionale (sollecitato da Antonio Preiti)

Mi permetto un commento perchè concordo con quello che dice Antonio Preiti nel post di oggi sull' Huffington Post.

Vedo però alcune importanti possibilità che vengono sprecate: se si riuscisse a concordare sulla ragione di questo spreco forse qualche decisore potrebbe (se ne avrà voglia) iniziare a eliminare ciò che frena.

Quindi al ragionamento di Antonio mi piacerebbe si aggiungessero i seguenti temi:

PICCOLO NON E' BELLO

Dice Antonio: l'industria dell'ospitalità non è un servizio pubblico.Vero. Ma il pubblico (in tutte le sue forme) ha una responsabilità enorme nel determinare come i privati agiscono nel fornire il "servizio" turistico che io preferisco chiamare "prodotto turistico".
Molti sanno che in America le principali destinazioni turistiche nascono e si sviluppano per decisione di un singolo, o un piccolo gruppo di operatori, che confeziona il "proprio prodotto".
Così ci sarà un singolo operatore che disegna la zona degli alberghi, quella degli appartamenti, quella delle ville, la spiaggia, tutte le piscine, gli impianti di risalita se siamo in montagna...
La destinazione ha una logica unitaria, perchè immaginata unitariamente.
Ed anche la redditività della zona va in capo ad un unico soggetto, che è privato, ma che otterrà una redditività media vendendo servizi diversi che hanno margini diversi.

Ad esempio il medesimo operatore investirà sulle seggiovie e gli impianti di risalita, su cui non ha una forte marginalità, perchè conta di guadagnare dal bar e dal ristorante, o vendendo gli appartamenti "buy to rent".

Questo in Italia non si fa, non si può fare, non c'è nemmeno chi provi a farlo. (invero io ho seguito il business plan di questo importante tentativo, che per motivi finanziari è un po' rallentato).

Sono molte le ragioni per cui in Italia questo metodo non ha successo, ma io penso che uno dei problemi principali venga dalla diffusa mentalità che piccolo e artigianale è bello.
Da tempo invece penso che non è vero. Inascoltato.
Piccolo non è bello. Grande può essere più bello, se ben disegnato.
Penso che a breve potrò dimostrarlo all'estero con capitali esteri.

Se provassimo per una sola volta a ribaltare questa mentalità, e "vedere di nascosto l'effetto che fa" scopriremo che otteniamo più turisti, più economie di scala, più fatturati, più occupati, più clienti contenti, più promozione.

IL MERCATO DEI PENSIONATI

Il secondo tema che tratti nel tuo post è quello dei mercati turistici.
Poi parli di alcuni mercati importantissimi, ma non dai abbastanza rilievo ad un mercato che a mio parere è fondamentale, quello degli anziani, vedove e vedovi che stanno bene e che amano "svernare" ma non come i milanesi in riviera 15 giorni, bensì come gli inglesi in Spagna, alcuni mesi all'anno.

(Mio zio del 1919, tuttora vivente, da svariati anni sverna alle Canarie. E con lui moltissimi stranieri che passano l'inverno in quelle belle isole)

Qui però entra prepotente la questione della tassazione, nazionale e locale.
Noi possiamo portare migliaia, forse milioni di turisti nelle nostre migliori destinazioni sia di mare che quelle termali, se però cambia radicalmente la nostra tassazione, sia sui redditi che sulle proprietà.

Prova ad immaginare se i pensionati (i nostri e quelli degli altri paesi) pagassero tasse limitate sul reddito e sulla proprietà immobiliare, qualora trasferissero qui in Italia (del Sud) la propria residenza.
Ma il nostro governo di questo proprio non si occupa, ed invece di attrarre pensionati ricchi a pagare le tasse nel nostro paese, spedisce le nostre menti migliori a pagare le tasse in UK.

IL LUSSO

Infine, terzo tema, che come sai a me sta molto a cuore, quello del lusso. Ci sono alcune destinazioni italiane che possono competere con destinazioni come Marbella, col suo Golden Mile. Di nuovo, se conosci Marbella sai come è nata e cresciuta. E come sia "adatta" al lusso.
Si tratta di una scelta strategica, che fa il pubblico assieme ad alcuni grandi investitori, probabilmente non italiani. Ma temo che su questo non ci arriveremo mai, nonostante nel mondo ci siano 14 milioni di aspiring, con una capacità finanziaria liquida di più di 1 milione di USD, in crescita costante.

sabato 8 agosto 2015

Urbanistica, Turismo e Finanziamenti

Nel giorno dell' 89° compleanno di Alessandro Tutino, amato professore, maestro che ebbe a dirmi qualche tempo fa.... "avevamo ragione ma abbiamo perso", in risposta a questo tweet:


URBANISTICA E TURISMO

E' sempre più evidente la relazione tra la città, il territorio, la conservazione della natura, la valorizzazione dei beni storico artistici da un lato e l'attività turistica dall'altro.

Ne parlo da tecnico-urbanista che ha applicato il proprio know how e la propria forma mentis al turismo (non credo siamo più di quattro-cinque in Italia ad avere una competenza ed una specializzazione così marcate).

La pianificazione (di scala vasta, regionale o sovraregionale) quando si occupa di turismo dovrebbe considerare:

1. tutti i problemi di trasporto delle persone;
2. la questione dell'ambiente che accoglie il turista, gli aspetti estetici ma anche quelli funzionali;
3. l'organizzazione della città turistica o degli insediamenti turistici, il loro numero, le dimensioni ed i servizi ad essi annessi;
4. l'aspetto dell'investimento, sincronizzando l'investimento privato con quello pubblico, valutando eventuali sostegni che il pubblico può dare al privato che investe in condizioni di svantaggio rispetto a competitor nazionali ed internazionali.


I QUATTRO ELEMENTI

Quelli qui elencati sono quattro degli aspetti principali, forse non esaustivi, del tema.

1. Sul "viaggio", e sull'esigenza di "pianificare i movimenti dei turisti",  anche le cronache di questi giorni segnalano quanto sia influente la qualità del trasporto affinchè il turista abbia un buon approccio al soggiorno e alla vacanza.
Aereo, treni, strade, traghetti sono essenziali per rendere positiva la vacanza. Nulla guasta di più una vacanza di un contrattempo durante il viaggio. Nulla frena più di un costo eccessivo del viaggio.
Lo sanno bene i turisti che vanno in Sardegna sia con la nave o con l'aereo. O che vogliano affittare un'auto in un aeroporto sardo.
Ma anche chi voglia fare un week end a Rimini, viaggiando sulla A1-A14.

2. Poi c'è la questione dell'ambiente in cui si passa la vacanza. Si tratti di un centro storico, tanto amato dai turisti stranieri che visitano l'Italia. Oppure si tratti di una località di vacanza, in montagna, o al mare.
In tutti i casi l'urbanistica avrà lo scopo di preservare il bello e di ridurre l'impatto di opere, che anche quando necessarie, devono essere esteticamente gradevoli.
Proprio in questi giorni è balzato agli onori della cronaca il caso dell'Hotel Santa Chiara di Venezia, dopo che, tolti i ponteggi, finalmente si è potuto vedere il risulato di lavori durati anni. Secondo me si tratta di un pessimo esempio di come si dovrebbe coinvolgere architetti, cittadini ed eseperti nella progettazione e valutazione di un'opera nuova, moderna, in un ambiente storico delicatissimo.
Gli albergatori veneziani sono inferociti...

3. In questo quadro va riproposto il tema della città turistica, su cui mi cimento da diversi anni. Ogni città, ogni località che voglia fare del turismo il proprio punto di forza anche economico, dovrebbe fare una riflessione su quale tipo di turismo desidera attrarre e con quale tipo di infrastrutture architettonico-urbanistiche.
Dovrebbe inoltre darsi una prospettiva ragionevolmente fondata sull'evoluzione sociologica della propria popolazione e imprenditorialità, cercando poi di perseguirla coerentemente nel tempo.
Invece i segnali che vengono dalla cultura urbanistica più diffusa nelle città turistiche sono quanto mai contraddittori: da un lato si esalta il valore del piccolo (piccolo è bello, la conduzione famigliare, l'imprenditore con moglie e figli) ma dall'altra si constata che quel tipo di imprenditore al cospetto dell'organizzazione odierna del turismo, non ce la fa più, scompare, in Sardegna come in Emilia Romagna, sotto il peso delle troppe ore lavorate, una finanza risicata, margini in peggioramento, debiti.
Così mentre si dice che piccolo è bello, un "piccolo" che non rende e non funziona, se non in pochissimi fortunati casi che vanno assolutamente preservati,  si dovrebbe anche dire che per un turismo di massa, un turismo che permetta di accogliere i milioni di turisti che un paese come il nostro può aspettarsi,  dovremmo organizzare una città diversa, più simile ad un meccanismo "industriale" nell'organizzazione, ma dall'aspetto, da un design e da un'architettura invece molto coerenti col genius loci.

4. E arriviamo quindi al nocciolo della questione, dovendo chiederci quale attività dovrebbe fare lo Stato per favorire e promuovere questo o quel modello.
Iniziamo col dire che l'Italia non è tutta ugualmente omogenea, e per ciascuna destinazione si dovrebbe scegliere una strategia diversa, definita nel dettaglio da un piano turistico dibattuto, definito, approvato e poi per 10 anni implementato. Finora non c'è nulla di tutto questo.
Ci sono delle località dove non si dovrebbero permettere opere che ne sconvolgessero l'aspetto (Venezia è sicuramente tra queste) oppure dove l' "Opera" anche modernissima dovrebbe essere un segno che rimanga nei secoli (come ad esempio il Beaubourg di Parigi).
Da questo punto di vista alcune esperienze fatte a Jesolo a mio parere sono interessanti, anche se molto isolate, quasi uniche.

INVESTIMENTO E FINANZIAMENTI PUBBLICI

Poi c'è l'aspetto dell'investimento.
In generale è opportuno che ci pensi il mercato. Lo Stato dovrebbe realizzare solo quelle infrastrutture senza le quali il privato non investe (aeroporti, strade, ecc.). E anche quelli dovrebbero essere pensati e non finanziati a pioggia... ma per fortuna di soldi non ce n'è più (fosse per me ce ne sarebbero ancora meno).
Ho fatto da tempo (qui) le mie proposte, che restano per la storia visto che oramai sono vecchie di quasi dieci anni. Non mi aspettavo che qualche ministro si degnasse di chiamarmi per un confronto, però che le le leggesse sì.

Si dovrebbe ridurre l'invedenza dello stato che tassa le attività economiche al punto che gli investimenti privati in Italia sono crollati a livelli inimmaginabili.


Così nelle attuali condizioni di pressione fiscale e di norme burocratiche e di difficoltà di credito (tutte cose che lo Stato dovrebbe impegnarsi a ridurre sensibilmente) considero utile un meccanismo (alternativo, e per questo a mio parere meno fluido) che favorisca quelle imprese che investono nel rinnovo degli hotel: il credito di imposta per chi investe.

Proprio io, con Valdameri, siamo stati tra i primi a chiedere il Tax Credit per gli hotel che investono.
Abbiamo però anche detto subito (anche all'amico Stefano Ceci che a quanto ci consta ha partecipato alla stesura del Decreto Art Bonus) che quel decreto era ed è molto deludente per almeno le seguenti ragioni:

a) prevede un limite (di 660.000 €) alla deducibilità dell'investimento che va molto nell'ottica del "piccolo è bello", mentre le strutture che più hanno bisogno di rinnovo sono quelle più grandi

b) prevede un importo globale di operazioni finanziate a nostro parere troppo limitato in relazione all'esigenza di rinnovo che abbiamo in Italia

c) Utilizza il sistema del click day (e cioè si finanziano i primi... cento che nei primissimi minuti riescono ad prenotare il finanziamento, quando si apre la gara e la corsa al finanziamento, molto simile al Musichiere se non fosse fatto in via elettronica). Cioè prima si fanno gli investimenti e dopo si sa se si ottiene il finanziamento.

Questi tre limiti, sommati, segnano così profondamente il provvedimento da renderlo niente più che un pannicello caldo, per qualche centinaio di hotel, quelli che comunque avrebbero fatto i lavori, quelli che hanno finanza e conto economico in ordine da poter avere utile (da cui detrarre l'investimento).

Vedremo i risultati ad ottobre che leggeremo con il solito sguardo disincantato.

ALTRI FINANZIAMENTI

Contemporaneamente lo Stato finanzia con decine di milioni operazioni singole, di singoli operatori, che grazie al finanziamento a fondo perduto possono rinnovare il proprio hotel ottenendo una condizione privilegiata, in concorrenza con altri operatori che invece il finanziamento non l'hanno avuto. Questo avviene sia attraverso Invitalia, sia attraverso i fondi di Cassa Depositi e Prestiti.

Voglio qui ribadire che mentre sono molto favorevole al Tax Credit (una volta che i limiti più evidenti saranno rimossi), resto assai dubbioso sull'opportunità di finanziare a fondo perduto gli hotel di privati, con i denari dello Stato.

Nel tempo passato (ma fino ad ieri o a oggi) i finanziamenti pubblici sono serviti a finanziare opere il cui costo veniva sovrastimato, con fatturazioni gonfiate, in modo che l'opera venisse pagata quasi per intero dal finanziamento pubblico. Questa cosa è nota, anche se non è facile provarla, ma come è costruito il meccanismo di agevolazione, permette proprio queste distorsioni.

In Sardegna sono state finanziate opere di hotel in contrasto perfino con le indicazioni della Unione Europea ed oggi gli albergatori devono restituire 35 milioni di contributi ricevuti illegittimamente.

In Sicilia (ma anche in Calabria) sono stati finanziati hotel che poi alla prova dei fatti non davano il risultato economico previsto da business plan generosi. Caso eclatante il Giardini di Costanza, che è finito con un fallimento.

Ripeto una cosa che forse a qualche storico dell'arte non è perfettamente chiara. (Ma se conoscesse qualche ufficile di GdF sono certo riceverebbe chiarimenti adeguati).
Molti di quei finanziamenti vengono dati a una "Immobiliare" imparentata con la "Impresa di costruzione" e l'unico scopo è quello di far lavorare l'impresa, con i soldi pubblici e quelli della banca, ed una volta costruito l'hotel, poco importa se l'immobiliare non riesce a pagare i mutui generosamente ricevuti, grazie anche alla componente di finanziamento pubblico.

Non importa se la qualità prodotta non è quella prevista dai progetti o dai capitolati iniziali.
Quello che conta è che giri il denaro (meglio se di altri, pubblico o di banche, o di qualche fondo - magari pensionistico -  amico che compra alla fine del giro).

Quante volte è successo questo meccanismo?
Una, dieci, cento? Non lo so. In certe regioni di più ed in altre di meno.
Ci sono state tanti leggi per il sud, che permettevano di distribuire soldi a imprenditori che poi l'impresa albergo non la facevano funzionare.
Dal numero di incagli, e fallimenti che ci sono in giro sembra che la cosa sia molto diffusa.

Il mio timore è che anche con i prossimi finanziamenti si inneschino meccanismi simili, tanto, è noto, fatta la legge trovato l'inganno, e a pensar male si va all'inferno.

Come fare quindi a favorire la crescita (anche turistica) del Sud senza incorrere in questi problemi?
A mio parere si dovrebbe intervenire sul lato delle tasse, delle tariffe, del costo del lavoro e dell'energia.
Così anche gli italiani (e non solo gli stranieri) avrebbero interesse ad investire. Sennò vedremo solo arabi, cinesi e russi a far man bassa dei nostri pezzi più prestigiosi, e colmo della ironia, utilizzando le opportunità offerte dal finanziamento pubblico.

E chi sta al governo lo lascia fare, per un'Italia più bella e più superba che pria.

Bravo. Grazie.








mercoledì 5 agosto 2015

Click Day per la riqualificazione di hotel: spese 2014

Gent.li clienti e collaboratori,

vi informiamo che il Ministero dei Beni Culturali ha reso noto le istruzioni e le modalità per l'invio dell'istanza denominata "Tax credit per la riqualificazione delle strutture ricettive turistiche".

Per le spese effettuate nel periodo d'imposta 2014, il click day è previsto a partire
dalle ore 10 del giorno 12 Ottobre 2015. Dal 15 settembre è possibile inserire la domanda.

Di seguito un breve riepilogo dell'agevolazione:

BENEFICIARI:

Tutte le strutture ricettive esistenti alla data del 1° gennaio 2012.

ATTIVITÀ AMMISSIBILE

spese relative a interventi di:
1) ristrutturazione edilizia;
2) interventi di eliminazione delle barriere architettoniche;
3) Interventi di incremento dell’efficienza energetica;
4) acquisto di mobili e componenti d'arredo destinati esclusivamente alle strutture alberghiere.

BENEFICIO FISCALE:
Si prevede un credito d’imposta per il 30% delle spese sostenute fino all’importo massimo complessivo di € 200.000,00, erogato in regime de minimis, nei periodi di imposta 2014-2015-2016.

MODALITÀ DI ACCESSO AL CREDITO (CLICK DAY):

- PER SPESE EFFETTUATE NEL PERIODO DI IMPOSTA 2014
Click day dalle ore 10:00 del 12 ottobre 2015 alle ore 16:00 del 15 ottobre 2015.

- PER SPESE EFFETTUATE NEL PERIODO DI IMPOSTA 2015
Click day dal 01 febbraio 2016 al 5 febbraio 2016.

- PER SPESE EFFETTUATE NEL PERIODO DI IMPOSTA 2016
Click day dal 30 gennaio 2017 al 3 febbraio 2017.

Lo staff di Integrale S.r.l. è a disposizione delle imprese interessate per supportare le imprese nella predisposizione della documentazione necessaria alla fruizione dell’agevolazione.


Per informaizoni scrivere a:  http://www.integrale2000.it/

domenica 5 luglio 2015

Santa Lucia Farinetti

Nell'anno di Milano, dell' Expo, e di Leonardo, ecco cosa ci succede.
L'Uomo Vitruviano viene prestato solo per pochi giorni alla meravigliosa mostra su Leoanrdo che sta chiudendo a Milano, e contemporaneamente a Roma viene esposto un incredibile autoritratto di Leonardo che chi è andato a Milano non ha visto.

Ma a New York vengono esposti tre doccioni autentici del XV secolo e una guglia del Seicento prelevati dal Duomo di Milano, così come una statua di Santa Lucia che fino a qualche mese fa stava proprio sul Duomo (NON quindi l'originale del XV sec. che sta "dentro" al Duomo).

Chi sa indovinare in quale museo questi reperti straordinari, tolti dal tetto del Duomo, sono stati esposti?

Nel negozio Eataly di Farinetti, qui i particolari.




mercoledì 24 giugno 2015

Leonardo dove? Milano, Roma, Venezia?

Ho già scritto che la Mostra su Leonardo a Palazzo Reale di Milano, è un'occasione stupenda (appena appena disturbata da rumorosissimi condizionatori d'aria dell'anteguerra).

L'unico neo, il prestito dell' Uomo Vitruviano che Venezia ha fatto a Milano solo per pochi giorni, io non l'ho visto, e un po' deluso sono stato.

Infatti l' Uomo è tornato prontamente a Venezia, all'Accademia.



Ma ecco la novità di oggi. Roma mette in mostra il famossissimo Autoritratto di Leonardo.

Così, chi ha sentito parlare della mostra milanese e la cercasse su Google ecco cosa scopre:


Confusi? Non è un bell'esempio di coordinamento.
In più nella presentazione della Mostra di Milano si dice chiaramente che si potrà vedere l' Uomo Vitruviano, che invece non c'è (più), perchè tornato a Venezia.


Visto che abbiamo un paragone recente riguardante lo stesso artista, proviamo a confrontare i dati con quelli di quattro anni fa della Mostra su Leonardo a Londra ?

Non si dica poi che ci si lamenta o si gufa.Nel marketing si chiama "cannibalismo"







domenica 21 giugno 2015

Le dimissioni di Andrea Babbi

Alla fine tanto tuonò che piovve.
Andrea Babbi ha dato le dimissioni, dichiarando "la politica non capisce e non ama il turismo"
Solo 15 giorni fa gli chiedevo di parlar chiaro. L'ha fatto, come mi aspettavo facesse, conoscendo il suo carattere, sì abbastanza "diplomatico" da poter coprire posti di responsabilità, ma anche deciso e duro quando pensa che le sue idee siano giuste e gli altri sbagliano.

Andrea Babbi è certamente una risorsa per il turismo italiano. Auguri per i prossimi progetti.


lunedì 8 giugno 2015

CONFCOMMERCIO E TURISMO - Una domanda a Andrea Babbi



Oggi si è tenuta l'annuale assemblea di Confcommercio.

Nella sua relazione il Presidente ha parlato anche di turismo, sottolineando come senza Turismo non ci sia crescita al Sud e per l'Italia intera.

Chi segue questo blog sa che ce ne siamo occupati parecchie volte, e anche ieri nel post che precede questo.

A dire la verità questi messaggi obliqui degli imprenditori che chiedono soluzioni ai politici, io proprio non li concepisco.
La situazione del turismo italiano è qualla che è anche per l'ignavia di molti cosiddetti imprenditori che pensavano di arricchirsi coi soldi delle banche, costruendo hotel dove non servivano.

Andrea Babbi, che è il DG dell' ENIT e si occupa professionalmente di promuovere il turismo italiano in giro per il mondo, twitta: "Sul turismo non riusciamo a calare la mano giusta".

Anche questo tweet, pubblicato qui sopra,  io non l'ho capito.

Non ho capito CHI non cala la mano giusta.
Non ho capito con chi vorrebbe prendersela Babbi, sempre molto criptico quando si tratta di fare delle critiche.

E' passato il tempo quando brindavamo contenti perchè un Emiliano-Romagnolo era arrivato alla Direzione Generale dell' Enit, mentre un altro Emiliano (Gnudi) era ministro del Turismo.

Qui siamo arrivati al terzo ministro (a partire da quello) con Babbi che continua ad essere Direttore Generale e con una situazione di stallo completa. E con un altro Emiliano Romagnolo che continua a sedere sulla poltrona di Ministro del Turismo.

Caro Babbi, con chi ce l'hai? Dillo chiaro che così anche noi capiamo.
Col Ministro? Con le Regioni e gli assessori al turismo che non mollano la presa? Con le burocrazie ministeriali che non ti fanno fare il tuo lavoro? Con la mancanza di soldi?

Ma davvero è sempre colpa degli altri?

In questo momento l'Italia non ha nessuna visione in materia turistica.
Tu che visione e che strategia hai proposto, e che cosa non ti hanno permesso di fare?
Tutte domande che restano senza risposta.

Vedo anch'io che sul turismo l'Italia è ferma.
Potrebbe essere uno splendido atout per l'economia Italiana, visto che, come scrivo qui, un solo milione di spesa dei turisti produce ben 17 posti di lavoro ed un indotto quasi tutto interno.
 Caro Babbi, dici che NON SI RIESCE A CALARE LA MANO GIUSTA, ma in questo momento tu sei dalla parte di chi decide... quindi molta responsabilità credo l'abbia anche tu.

Invece taci, scrivi Tweet sibillini, messaggi obliqui che solo adepti capiscono.
Parla chiaro! Forse è meglio.





domenica 7 giugno 2015

Perchè puntare sul turismo in Italia?

Il World Travel Tourism Council pubblica i risultati di una comparazione tra diversi settori economici nei vari Paesi (Il report completo del 2015 si trova qui).

Che cosa si ricava da una lettura nemmeno troppo approfondita dei dati italiani? Li trovate qui.

1. Che il turismo è al 4 posto tra i settori economici per il PIL prodotto, mentre è al secondo posto per occupazione prodotta.(con 2,6 milioni di posti di lavoro prodotti tra diretti, indiretti e indotti).

2. E' il settore dove la previsione di crescita è maggiore (con 1,8% di media per la prossima decade) ... se non ci fosse il turismo che cosa sarebbe di questa nostra povera economia?

3. L'esportazione turistica ha totalizzato nel 2014, 46,3 miliardi di $, che rappresenta il 40% di tutti i servizi esportati e oltre il 7% di tutte le esportazioni.

4.  Un milione di spesa nel turismo produce 1,4 milioni di PIL, visto che per produrre nel settore turistico gli acquisti dall'estero sono poca cosa in confronto con altri settori (ad esempio chimica, meccanica,...)

5. Nel turismo solo il 10% della spesa diventa importazioni. Il turismo (come settore) produce effetti benefici per tutta la filiera produttiva "casalinga".

6. I settori che più beneficiano della spesa nel turismo sono: Costruzioni e immobiliare (13,1%), Servizi Finanziari (5,1%), Commercio (10,5%)

7. Per ogni milione speso nel turismo si generano 17 nuovi posti di lavoro.

In sintesi il turismo è uno dei settori su cui l'Italia dovrebbe puntare maggiormente.
Temo che tutti ne siamo consapevoli, ma pochi abbiamo davvero le idee chiare su come fare.





giovedì 4 giugno 2015

Italian Taste senza gusto

Ogni mattina un imprenditore italiano si sveglia,
per convincere i propri clienti dell'eccellenza del proprio prodotto.

Ogni mattina un politico italiano si alza
per convincere i clienti dell'imprenditore che l'Italia è un popolo di cialtroni.

(non mi ci metto proprio a fare commenti o domande serie su questo inutile lavoro che va solo cestinato)


Per una prima critica a questo obbrobrio, leggete  Linkiesta che dice:

Il segno unico distintivo per le produzioni agricole e alimentari italiane finisce impallinato dagli operatori del settore. Presentato lo scorso 27 maggio dal ministro dell’Agricoltura e delle politiche agricole e forestali, Maurizio Martina, e dal viceministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda, il nuovo marchio, come ha scritto il Mipaaf, «serve alla promozione del Made in Italy agroalimentare, sotto una bandiera unica, e al contrasto dell'Italian sounding».... (continua)

lunedì 1 giugno 2015

Non linkare su TW le pagine di FB

Questo è un Tweet lungo, scritto su Blogger, così che chi non ha nè TW nè FB possa leggerlo.
Sono iscritto a FB, e a TW (anche a "Google non so cosa", ma non lo uso tant'è che ho smesso di loggarmi).

Twitto molto, e lascio che automaticamente i miei Tweet vengano pubblicati anche su FB.
(Su FB il tweet viene pubblicato per intero, così chiunque sia connesso a FB lo può leggere senza problemi)
Su FB posto poco (quasi solo per gli amici: credo che anche Robi Veltroni abbia deciso da poco di separare FB ad uso amicale da FB ad uso professionale), e non permetto che i post di FB vengano linkati su TW.

Ho degli amici che su TW pubblicano link che non si aprono, e devo dire che è molto irritante.

A volte sono link di giornali ai quali loro sono abbonati (ed io no: un amico una volta ebbe perfino a dirmi che dovevo fare l'abbonamento), oppure link a FB (che quasi mai si aprono).

Questi ultimi sono i più irritanti, perchè se da TW clicchi il link di FB, il palmare tenta di aprirlo nel browser (e non nell'app che è invece già aperta e loggata): così quel link è illeggibile a meno che non ci si torni a loggare sul browser.

Ci sono poi degli utenti che sono attivi su TW e non su FB, e quindi non riescono ad accedere alle pagine di FB.

Infine, per le mille diavolerie di FB capita che anche le pagine linkate siano inaccessibili, per sistemi di privacy e protezione invalicabili. Così si inizia a segnalarlo all'amico che poi ne cambia le autorizzazioni ed infine rende accessibile il contenuto.

La mia regola quindi è: da TW verso FB e non viceversa, e se ho qualcosa da dire non lo pubblico su FB ma in un Blog.
Questa è la mia regola, ovviamente. Altri facciano come gli pare. Sappiano che la maggior parte dei loro link che arrivano su TW di solito non vengono letti.

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p.s. Ho una particolare idiosincrasia per uno strumento chiamato Linkis. Se vi siete presi questa specie di app-virus, entrate nelle impostazioni del vostro palmare e disabilitatela o cancellatela.




sabato 30 maggio 2015

EXPO: in attesa del 31 ottobre.

Tiziano Aglieri Rinella è un amico, architetto, docente di interior design allo IULM, autore di un bel libro sulla progettazione dell'hotel "HOTEL DESIGN", sul tema Expo mi scrive:
"È un grande luna park per famiglie e niente più.
Pubblico totalmente mainstream, e se dobbiamo dirla tutta il tema piuttosto banale e ripetitivo.
Il concetto che viene ripetuto nei padiglioni è quasi sempre lo stesso. Forse era meglio quando le esposizioni universali erano veramente la vetrina di tutto ciò che nel campo della tecnologia e delle arti si produceva nei vari paesi.

Preciso che io non ero expo-pessimista, ma nemmeno expottimista. Se ne è parlato troppo e si è sopravvalutato l'evento. La prova è che se cerchi su booking una camera d'albergo a Milano, anche economica, la trovi senza problemi. Non credo che questo tipo di eventi attiri il mercato luxury. E' molto più raffinata la clientela del Salone del Mobile o delle fashion week."

Posso immaginare che qualcuno consideri l'opinione di Tiziano un po' posh.

Roberto che si occupa di turismo per tutti (che per i disabili) dice:

"Allora, proviamo di fare un po' di resoconto su questa giornata passata a Expo.
Prima cosa la giornata è stata molto divertente, seconda cosa ci sono camminate lunghissime da fare, terza cosa il padiglione Italia è veramente bellissimo.
Alcuni padiglioni sono ancora vuoti e non allestiti tipo quello dei paesi caraibici e del Gambia, questi quelli che ricordo.
In ogni caso dappertutto troverete posti dove mangiare, nessuna degustazione gratuita, padiglioni nei quali potrete entrare ed uscire un secondo dopo perché non c'è niente di interessante. 
Bisogna mettere in programma almeno tre giornate per riuscire a vedere con il giusto tempo i padiglioni, si può sempre fare a puntate.
Gli aspetti negativi sono che le informazioni sono veramente illeggibili, su qualsiasi mappa, sono scritti talmente in piccolo e sono così povere...
Un altro aspetto che mi ha creato qualche difficoltà sono i percorsi con dei cambiamenti di livelli improvvisi e soprattutto con gradini sul percorso non segnalati." 

Pietro, un altro amico, siciliano ha passato un intero week end all' Expo e ha scritto:

"Stamani quando sono rientrato in azienda in molti mi hanno chiesto il mio parere sulla visita a Milano effettuata nella Fiera EXPO'. 
Cosa dire? Sicuramente molto organizzati ad incassare il biglietto d'ingresso €. 39,00 (consiglio di acquistarlo via internet) 
L'impressione e che ancora c'è tanta disorganizzazione, i prezzi che si trovano al bar non sono certi alla portata di tutti ( una bottiglietta d'acqua €. 3.00 un panino €.8.00) .
Sicuramente dalla segnalazione di tutti i mass media dovranno rivedere l'organizzazione .
Alcune aree complete sono meravigliose e curate nei dettagli veramente molto belle .
Credo che sia il caso che sarà più ottimale fare trascorre almeno un paio di mesi per fare organizzare a tutti per poi fare una visita , sopratutto per la gioia dei bambini"


Un grande Luna Park per bambini. Molto divertente. Ci mancherebbe altro con i miliardi spesi!!!

Ci pensa la moglie di Matteo Renzi a contraddire i miei amici, e (excusatio non petita) inizia proprio dicendo che NON si tratta di un grande luna park Però dice che si devono portare i bambini, e gli studenti. E che ha visto tantissime scuole, con le maestre affaticate a portare i bambini in gita.

Intanto @TgLa7 all'ora di pranzo dedica costantemente svariati minuti all' Expo, quasi che avesse qualche interesse (domando: quale budget pubblicitario è stato riservato da Expo a La7?)

Anche se, ad onor del vero, i toni trionfalistici dei primi giorni, hanno iniziato a lasciar affiorare le critiche ed i dubbi. Dalle riprese trasmesse si vedono delle gran scolaresche, che sono probabilmente la maggioranza del pubblico del mattino.

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I temi che restano aperti a mio avviso sono:

1) L'obiettivo dell'Expo. Di questa Expo. L'ho detto e lo ripeto: gestita male nella fase di programmazione è una occasione perduta. L'Expo è un po' come la Corazzata Potemkin. Una cosa enorme, grande, di cui tutti parlano ma che solo Villaggio ha avuto il coraggio di dire che cos'è.

Tanti soldi spesi per cosa? (Fate attenzione che i soldi spesi non sono solo quelli dei rendiconti ufficiali, che pure sono pesanti, ma a questi vanno aggiunti tutti i contributi pubblici dati a pioggia per "convincere" aziende a partecipare ad Expo, o tutte le iniziative che sono state pagate dal pubblico (regioni ed enti locali) per una presenza "culturale" ad Expo, e che hanno sottratto risorse ad altre iniziative e ad altri obiettivi)

2) Expo e Turismo. Tireremo le somme a fine ottobre, temo che i numeri previsionali dati finora siano molto ottimistici. Intanto registriamo i dubbi degli operatori turistici Milanesi. Negli hotel sembra (cito qui il mio amico Marco Malacrida ed i suoi studi davvero precisi) che l'occupazione delle camere sia in leggera crescita (minuscola) e che invece i prezzi siano cresciuti sensibilmente. A titolo di mero esempio riporto qui un dubbio che viene dal Brasile, di un altro amico Luca Martucci @rioconcierge che dice come sia abbastanza improbabile che dal Brasile arrivino 600mila turisti per l'Expo.

La disorganizzazione che regna sovrana ha portato il 12 maggio il MIBACT a promuovere una bella iniziativa (con il biglietto dell' Expo si entra gratis in una ventina di "gioielli" musei minori sparsi per tutta l'Italia)  peccato che l'iniziativa andasse programmata e comunicata con almeno un anno di anticipo, se avesse voluto ottenere qualche effetto.

Si pensi che sono pochissimi i visitatori della Triennale di Milano che accedono col biglietto dell' Expo, che pure dà diritto all'ingresso a quella bella mostra, che viene "saltata" sia perché piuttosto lontana dalla sede stessa dell' Expo, sia perché nessuno sa di questa opportunità.

Ed anche la mostra su Leonardo è relativamente poco visitata (che io non mi sono fatto sfuggire): termina molto prima della chiusura dell'Expo, così chi verrà a Milano in settembre ottobre se la perderà.
(Si noti che l'altro giorno non era più esposto l'uomo vitruviano, tornato prontamente a Venezia, e che la visita viene disturbata da un costante rumore di fondo, in alcuni casi assordante, prodotto da un vecchio impianto di aria condizionata)


3) Che cosa ricorderemo dell' Expo? Quale immagine ci porteremo dietro? E quale immagine si porterà dietro il Mondo?
Lo dico in modo assolutamente preoccupato. Non sono GUFO. Sono preoccupato - come sanno bene gli amici che mi conoscono da più tempo - dell'immagine che si trasmette all'estero. Me ne sono occupato qui, già qualche anno fa. E qui se n'è occupata più recentemente Roberta Milano.
Chiacchierando con clienti stranieri sento addosso il peso dei luoghi comuni sull'Italia. Certo sappiamo fare bene le Ferrari e pochi altri oggetti di lusso, ma per il resto... la Brand Reputation dell'Italia è in calo.

Ora davvero taccio e stendo un velo pietoso: ma l'esperienza dell'Expo, così come è stata comunicata dai giornali mondiali, ci permette di risollevare la reputazione del nostro paese? Se qualcuno dice un sì convinto credo sia in malafede, e mi permetto di ricordargli che solo oggi la Presidente di Expo si è guadagnata le cronache sui giornali per un affare di evasione fiscale (ho già scritto che sono convinto che sia un altro dei granchi che prende l'amministrazione finanziaria del nostro paese: un buon motivo per venire solo a farci le vacanze).

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Attendiamo quindi con fiducia il 31 ottobre.

Finora mi pare che Expo attragga scolaresche e milanesi che ci fanno una passeggiata alla sera con 5 € di biglietto. Se è vero che il successo non si misura con il numero dei biglietti venduti come dice qui Alessando Nucara, in un momento di crisi come questo, l'equilibrio dei conti è fondamentale, così come è importante l'uso ottimale delle poche risorse disponibili.

Per la massima chiarezza: convincere le scolaresche a non fare la gita scolastica a Ravenna o Venezia e portarle all' Expo, farà felice l'Expo (come ente che incassa, ed i suoi espositori di panini che vendono panini) ma certamente sottrarrà lavoro agli operatori di Venezia e Ravenna.

Allo stesso modo attrarre così tanta movida milanese la sera come sembra che accada, sottraendola ai luoghi tradizionali dell'aperitivo e del passeggio, è un altro effetto da considerare.

Spendere dei miliardi per una iniziativa mainstream (posso tradurre di moda?) che ha l'effetto di spostare i consumi interni da una parte all'altra del paese non penso sia un obiettivo né un successo.

Attendiamo quindi il 31 ottobre, con la speranza che l'Expo non debba andare sui giornali per altri fatti negativi che pure ci sono stati in passato, sperando che i numeri siano di conforto, anche quelli dei biglietti, soprattutto dei turisti stranieri AGGIUNTIVI che Expo avrà saputo attrarre.

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Oggi 9 luglio 2015, aggiungo il link a quest' articolo che mette in dubbio i dati divulgati da EXPO.
Io attendo il 31 ottobre.
Sembra proprio che EXPO dia dei dati non verificati.

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Oggi, domenica 20 settembre, val la pena di segnalare due Tweet, di due persone serie:

Uno è il Presidente della mia Regione Emilia Romagna che ha investito in Expo ben 8 milioni di Euro e felice dice:




L'altro è il Se. Stefano Quintarelli che nota



Mentre l'amico Paolo Genta che è andato proprio ieri ad Expo segnala sulla propria pagina Facebook:

http://www.primapaginareggio.it/coldiretti-ad-expo-con-il-tarocco-del-parmigiano-reggiano/


Si aggiunga che la Regione Emilia Romagna per l'occasione ha organizzato ben 12 eventi in una giornata, con conseguente sforzo organizzativo





giovedì 28 maggio 2015

Urbanistica del territorio turistico

Se mai qualcuno vorrà occuparsi di urbanistica per il territorio turistico in Italia (di cui mi occupo con pochissimi amici), assieme alla migliore graduazione delle imposte e tasse per le attività turistiche, solo allora potremo iniziare ad attrarre capitali che investiti faranno lavorare l'industria delle costruzioni e del legno-arredo, oltre che a creare posti di lavoro nell'hospitality e nel turismo in generale.

Fino a que momento - mi spiace dirlo - siamo lontani anni luce da quel che si dovrebbe fare.

E non serve attendere la riforma del titolo V per cambiare. Basta molto meno: volerlo e smetterla di affidarsi ai sliti noti, che hanno creato questo disastro.

martedì 26 maggio 2015

Hotel pipeline - Hotel under contract in April 2015 - Source STR



There are 654 hotels totalling 150,762 rooms Under Contract in the Middle East/Africa region, according to the April 2015 STR Global Construction Pipeline Report. This represents a 9.4-percent increase in rooms Under Contract compared with April 2014 and a 21.6-percent year-over-year increase in rooms under construction. The Under Contract data includes projects in the In Construction, Final Planning and Planning stages but does not include projects in the Unconfirmed stage.

The region reported 78,824 rooms in 332 hotels under construction for the month.

Among the Chain Scale segments, the Upper Upscale segment accounted for the largest portion of rooms in the Under Contract stage, 34.6 percent with 52,234 rooms. Two other segments each accounted for more than 15.0 percent of rooms Under Contract: Upscale (21.8 percent with 32,877 rooms) and Luxury (18.8 percent with 28,300 rooms).

The Upper Upscale segment made up the largest portion of rooms under construction, 38.0 percent with 29,915 rooms. Two other segments each accounted for more than 20.0 percent of rooms In Construction: Luxury (21.1 percent with 16,642 rooms) and Upscale (20.3 percent with 15,985 rooms).

Europe hotel pipeline for April 2015
There are 857 hotels totalling 138,152 rooms Under Contract in Europe. This represents a 6.4-percent decrease in rooms Under Contract compared with April 2014 and a 3.6-percent year-over-year decrease in rooms under construction. The Under Contract data includes projects in the In Construction, Final Planning and Planning stages but does not include projects in the Unconfirmed stage.

The region reported 58,372 rooms in 360 hotels under construction for the month.

Among the region’s key markets, Istanbul, Turkey, reported the most rooms under construction with 4,902 rooms in 24 hotels. Three other markets reported more than 3,000 rooms under construction: Greater London, England (4,440 rooms in 26 hotels); Moscow, Russia (3,103 rooms in 13 hotels); and Greater Amsterdam, Netherlands (3,026 rooms in 11 hotels). - See more at: http://www.traveldailynews.com/news/article/66193/str-global-emea-us-central-south#sthash.nxdvFuR6.dpuf


(continua qui Travel Dayly News)

The Luxury segment accounted for the largest portion of rooms In Construction at 36.2 percent with 4,240 rooms. Two other segments each accounted for more than 15.0 percent of rooms In Construction: Upper Midscale (17.9 percent with 2,102 rooms) and Upscale (17.1 percent with 2,008 rooms).




domenica 26 aprile 2015

Come vanno le cose nel TURISMO negli ultimi anni? A p.d.c. (Post 2)

Oltre al dato sulla quantità degli investimenti, c'è un altro dato che deve preoccupare chi si occupa di turismo: il saldo tra entrate ed uscite valutarie per ragioni turistiche.

Negli ultimi anni, nonostante la crisi, abbiamo assistito ad uno strano fenomeno: le entrate valutarie per turismo continuano a salire, ma anche le uscite crescono, quasi più delle entrate, mantenendo il saldo fermo, ad un livello che per valore assoluto è molto vicino a quello del 2004.

In altre parole: facciamo un grande sforzo per attirare viaggiatori stranieri, e ci riusciamo anche, ma contemporaneamente perdiamo i viaggiatori italiani.(Vedi tabella seguente: mia elaborazione su dati Banca d'Italia)


Che cosa succede nel 2014 per giustificare questo calo del saldo?

Innanzitutto crescono i pernottamenti degli Italiani all'estero per motivi di lavoro, che passano da 70.243.000 del 2013 a 73.689.000 del 2014, contemporaneamente crescono (decisamente) i pernottamenti degli Italiani all'estero per motivi di vacanza da 189.896.000 a 195.172.000 (ben 6 milioni di pernottamenti in più all'estero in un anno).

I pernottamenti degli stranieri in Italia per motivi di lavoro, tra il 2013 e il 2014 sono in leggerissimo calo, mentre crescono i pernottamenti degli stranieri per vacanza da 186.105.000 a 192.885.000.

In sostanza negli ultimi anni a fronte di un incremento di turisti stranieri che visitano l'Italia, aumenta considerevolmente anche il numero degli Italiani che fa vacanza all'estero.

Si noti che i turisti che visitano l'Italia vengono prevalentemente dai paesi Europei (sia EU che non EU).

Variazione dei pernottamenti di turisti stranieri, provenienti da 

Europa              +  4.026.000
Europa non EU  + 1.857.000
America             +    921.000
Asia e Oceania   - 1.994.000

Gli Italiani che preferiscono fare le vacanze all'estero, vanno prevalentemente (pernottamenti)

Francia                  + 3.630.000
Spagna                  + 1.637.000 
UK                        +   195.000 
Cuba                     +    221.000 
Messico                 +     88.000
Africa                    +    457.000*

* il dato non comprende l'Egitto, una delle mete preferite per le vacanze degli Italiani, che è stabile a 2,5 milioni di pernottamenti.



La situazione del nostro turismo quindi è la seguente:

1. Gli Italiani vanno sempre più a fare le proprie ferie all'estero.
2. I turisti stranieri che visitano l'Italia crescono

Ma nel saldo l'Italia ci rimette.

La tabella qui sopra dà una prima indicazione di qual è l'Italia che vince e quella che perde.

Vanno bene le regioni del Nord Ovest, il Veneto, il Lazio, la Toscana, e la Sicilia. Vanno bene le città.
Vanno "male" regioni come Emilia Romagna, Marche, Puglia, Calabria, Sardegna.
Soprattutto quelle che sono legate al prodotto "mare" e che non hanno saputo innovarsi.
E' lì che si deve intervenire: sulla montagna (anche il Trentino non fa faville), le terme, ed il mare.

Ma per farlo servono ingenti capitali, che vanno attratti con una politica pubblica che favorisca il ritorno dell'investimento.
Con idee e strategie di progetto che finora nessuno ha messo in campo.
Ma su questo non ci siamo.

Continuiamo a parlare di Pompei, Colosseo e Venezia (che sono importantissime) dimenticando le altre opportunità che l'Italia può offrire a chi viaggia per turismo.

Opportunità che i viaggiatori richiederebbero, ma che vanno a cercare all'estero, in strutture più moderne, gestite managerialmente a minor prezzo. Anche gli Italiani.