giovedì 1 gennaio 2015

POMPEI A CAPODANNO E' APERTO, NO E' CHIUSO

Pompei il primo dell'anno sta aperto.
Contrordine compagni, Pompei a Capodanno chiude.

Deciso in una riunione carbonara al ministero, con sindacati di affaticati addetti al sito archeologico, i quali prevedendo la neve (come poi è effettivamente arrivata) hanno pensato bene di farsi un ulteriore piatto di lenticchie piuttosto che lavorare al freddo e al gelo.

Al ministro non pareva vero di poter tener chiuso, così risparmiava qualche liretta, che gli avrebbe permesso di ridurre l'IVA sugli e-book a partire dal 1 gennaio, e stare anche in quel giorno sulle prime pagine dei giornali (oramai tutti amici) con la solita notizia non-notizia [spiego: la differenza delle due aliquote sul prezzo di un e-book - di media 6 € - è di circa un euro, se volete vi impresto la calcolatrice per fare il conto, se un grande lettore ne compra 7 in un anno, risparmia 7 €... pinuts].

Veniamo al problema Pompei.
Come previsto, poiché i tour operator, soprattutto quelli che vendono i viaggi in Giappone, USA o Brasile, li programmano con sei mesi o un anno di anticipo, ecco che alla mattina del 1 gennaio decine di autobus si presentano davanti ai cancelli chiusi.

Vero che il Ministro e la Sottosegretaria hanno spiegato con comunicati stampa ripresi dai giornali italiani, che per poche migliaia di turisti non valeva la pena, non era economicamente vantaggioso, pagare gli straordinari ai guardiani, e perciò loro ritenevano opportuno tenere Pompei chiusa. 
Anzi, di fronte alle proteste di agenti e tour operator, hanno spiegato con dovizia di particolari che si tratta di buona amministrazione.

Però... in pieno inverno, 3000-5000 turisti in una cittadina come Pompei significano un fatturato minimo di € 800.000-1.000.000 su cui i commercianti e gli albergatori pagano le tasse (se non le pagano chiamate la GdF).

Ma qui si fa a chi non lavora o lavora meno, pur prendendo lo stipendio. Tanto noi i piccioli per il PIL li guadagnamo con droga e prostituzione, e otteniamo anche il plauso dell'Europa, perchè invece di crescere di un punticino striminzito, il PIL grazie all'economia illegale è salito del 4%.

(prendiamo nota di avviare alla redditizia attività figlie, sorelle e madri. Le mogli no, sai com'è!) 


Così, oggi 1 gennaio 2015 la rinascita del turismo italiano va a sbattere contro i cancelli chiusi di Pompei, come è testimoniato dal giornale di Napoli, Il Mattino.
A me viene da dire che, qualunque persona dotata di buonsenso, conoscendo l'efficienza svizzera dei lavoratori pubblici italiani, invece di decidere una vacanza a Napoli e Pompei per Capodanno, ha preferito qualche spiaggia mediterranea o una città europea.

E siccome la decisione di non aprire, come si è detto, è stata abbastanza imprevista, i gestori del sito web ufficiale di POMPEI non hanno avuto il tempo di aggiornarlo e di informare chi lo avesse consultato per chiarimenti.


Non ci si chiami gufi, molto più adatto l'epiteto Brontolo.
Brontoliamo a ragione di fronte a degli imbecilli dalla cui azione dipende il benessere nostro e dei nostri clienti, e dei clienti dei nostri clienti, in una catena che potrebbe rappresentare il 20% del PIL nazionale ed invece rappresenta a malapena l'11.

Non vi stupisca quindi se il proposito che ho fatto per il 1 dell'Anno è quello di concretizzare il mio sogno, come suggerisce qui Richard Branson. Ma via di qui.

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P.S.

A Roma intanto i treni della metropolitana viaggiano con 30 minuti di ritardo perché senza personale...





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